mentre l’autobus ( se cosi’ si puo’ chiamare) si arrampica su per le montagne del Caucaso ripenso con un sorriso al modo insolito in cui e’ incominciata questa avventura appena 2 ore e mezzo prima…
In una caotica stazione dei bus in Nalcik cerchiamo informazioni su qualche villaggio da visitare,per vedere come davvero vive la gente di questa regione,ma aime’, e’ impossibile andare e tornare in giornata perche’ i villaggi sono tutti lontani e nei posti dove vogliamo andare e’ esclusa la presenza di alberghi o ostelli.Quando ormai pensiamo di non riuscire ad andare da nessuna parte ecco che si fa avanti Michail,panciuto conducente di autobus,baffoni bianchi alla cosacca e stuzzicadenti in bocca:”Vi posso portare nel mio villaggio a 3 ore da qui sulle montagne,poi una volta arrivati posso chiedere a qualche amico se vi ospita”.Un rapido sguardo di occhiate.. e si parte
Arriviamo nel villaggio di Vierkniaia Balkaria,-Balkaria di sopra-,(ce’ anche Balkaria di sotto) che ormai e’ sera.Nel villaggio sono tutti balcari musulmani,la meta’ della popolazione sembra essere composta da mucche, che inoltre,cosa davvero incredibile, vanno e tornano dal pascolo completamente da sole.Praticamente ogni sera alla stessa ora le strade si riempiono di bovini che tornano al villaggio tutti quanti assieme,ognuno alla propria stalla,come tanti ragazzi che tornano a casa da scuola ognuno prende la propria strada, si ferma davanti a casa e saluta gli amici con un muggito(che e’ anche un saluto per il padrone del tipo”Caro sono a casa apri la porta”).
Scesi dal bus il nostro buon Misha si mette a chiamare amici e parenti per trovarci una sistemazione,il tutto in una lingua che non ha niente a che vedere col russo e che e’ molto simile al turco. Immaginate il mio stupore nel sentire la gente parlare questa lingua sconosciuta(VI GIURO) con una certa cadenza molto silmile al Bergamasco e al Bresciano!!
Mentre ci incamminiamo verso la casa che ci ospitera’, colgo l’unico fattore negativo di questi 2 giorni in Montagna:l’ aspetto estetico del villaggio fa davvero c****e! Non essendoci alberi, le case sono costruite in muratura e quasi tutte hanno i mattoni a vista(nel senso che non c’e’ l’ intonaco, e si vedono i mattoni e il cemento che gli unisce),inoltre dappertutto ci sono vetri rotti e bottiglie di birra vuote. Una cosa che stona davvero in un modo assurdo con l’incantevole bellezza delle montagne che ci circondano,almeno per me,abituato ai nostri paesi di montagna e amante dei monti.
E poi, eccoci finalmente arrivati a casa di Sonia,che ha accettato di ospitarci per due giorni, cosi’ su due piedi dopo una telefonata veloce e senza averci neanche mai visto prima.Non ha neppure avvisato suo marito ,che, quando arrivera’ la sera a casa completamente ignaro di tutto, e ubriaco fradicio ci abbraccera’ felice scambiandoci per degli amici di San Pietroburgo( e poi fiondandosi a letto a ronfare).
Che altro dire? siamo stati trattati per due giorni come vecchissimi amici di famiglia da persone che non conoscevamo affatto e che ci hanno ricordato nella loro semplicita’ tutta montanara l’antichissima sacralita’ dell OSPITALITA”
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29 ottobre,finalmente si parte di nuovo,destinazione Nalcik ,nel Caucaso.Il mezzo di trasporto scelto ovviamente e’ il treno nonostante le 34 ore di viaggio previste.
La magia del treno russo ancora una volta affascina,tra una bottiglia di birra,un the caldo e nuovi incontri il tempo vola e la noia rimane a casa.Una magia che addirittura manda indietro l’orologio delle stagioni.Lasciamo una fredda Mosca di inizio inverno, e durante la strada verso sud, gli alberi ormai spogli si ripopolano pian piano di foglie che da marroni diventano rosse,poi gialle ed infine verdi.
Siamo entrati in un paese diverso, nonostante lo si chiami ancora Russia.
Lo capiamo perche’ le chiese ortodosse con le loro cupole a cipolla sono scomparse e hanno lasciato il posto alle moschee e alla voce del Muezzin che risuona per le strade.Lo vediamo nei volti delle persone e nella loro fisionomia,poiche’ sono scomparse anche le alte biondone di Mosca e attorno si vedono solo capelli e occhi nerissimi.E’ sopratutto lo si vede nelle strade, piene di posti di blocco e polizziotti che imbracciano fucili D’assalto(non le solite mitragliette) in fondo Grozny e’ a solo a 2 ore di macchina da qua.
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29 October,finally we leave again,destination Nalcik on Caucas.The transport we choose is obviously the train,although the 34 hours previewed.
The magic of russian train fascinated us once again,between a bottle of beer,a cup of the and new meeting, the time fly away and the boredom stay at home.A magic that can even send back the clock of seasons. We leave a cold Moscow in the begginning of winter, a during the road trough the south,the trees already naked become litle by litle full again of leaves that from brown become red,than yellow and at the end green again.
We entered a different country even if we still call it Russia.
We understood it because the orthodox churches with their cupolas onion shaped, leave place to the mosques and to the voice of the muezzin that echoes in the streets.We see it on the people’s faces and in their appearance,because are disappeared the talls, blondes girls of Moscow and around us we can see only black hair and eyes.And most of all we can see it on the streets,full of check points and policemans with assault rifles(not the usual guns) its because Grozny is just 2 hours from here
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Scusatemi per il lungo silenzio.
Sono tornato questa mattina alle 4 dopo un viaggetto nel Caucaso a sud della Russia.Datemi un attimo di tempo per riprendermi(non ho ancora dormito) e riordinare le idee che poi sono di nuovo in pista
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Sorry for my long silence.
I came back this morning at 4 after a journey on Caucas in the south of Russia.Just give me a bit of time to rest a bit(i still didnt sleep) and for make order in my mind and after i’ll write again =)
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